Cominciano a guardarsi intorno. Non si vede anima viva.
Si trovano in un’oasi, c’è un po’ d’acqua, si abbeverano un po’, e mentre stanno per sorseggiare l’acqua, sentono un fremito che proviene da lì vicino.
È un dromedario, che tranquillamente avanza verso di loro.
I due si guardano, con l’aria divertita.
Romeo chiede al dromedario: “E tu, chi sei?”
Il dromedario risponde: “E ti sembra una domanda sensata? Un dromedario, no? Non si vede?”
Romeo e Orazio si guardano, poi si mettono a ridere.
Il dromedario: “Si vede lontano mille miglia che non siete di qui…dai, salite, vi faccio un po’ da guida…anche se sembra, sono del posto…” Orazio cerca di usare il suo telefono.
Il dromedario comincia ad agitarsi. (L’espressione è accigliata)
Poi dice: “Quello, qui non funziona…potete gettarlo.”
I due amici si guardano, con l’aria interrogativa.
Romeo, per primo, getta lontano il suo cellulare.
Nel luogo dove è caduto, nasce una palma meravigliosa. Orazio segue l’esempio dell’amico.
Anche dove è caduto il suo telefono, nasce una palma altrettanto spettacolare.
I tre partono sotto un sole cocente.
Dopo un po’ di tempo i tre arrivano in una zona abitata. Si tratta di un piccolo villaggio, da dove proviene un vociare di persone, mescolato ad altri rumori.
Si direbbe che qualcuno sta costruendo una casa in un cantiere.
C’è anche della musica nell’aria, strumenti a fiato tipici della tradizione magrebina.
Prima di arrivare nel nucleo abitato, si imbattono in un uomo, fermo su una leggera prominenza del terreno.
Sta disegnando qualcosa nel suo quaderno, con un pennarello dalla punta piuttosto sottile.
I tre salutano il disegnatore, che ricambia un sorriso.
Il disegnatore: “In viaggio, in viaggio!” (con fare entusiasta)
Orazio: “Anche Lei, a giudicare dalle sue sembianze…non sembra di queste zone…” Il dromedario aggiunge: “Eh no, confermo, proprio no!” Il disegnatore: “Infatti, infatti, sono anch’io un viaggiatore!” Romeo: “…e anche disegnatore…” Il disegnatore: “Sì, cerco di catturare l’atmosfera magica di questo luogo!” Romeo: “Possiamo vedere cosa sta disegnando?” Il disegnatore: “Certo! Ecco, è una delle vedute del paese…poi ne ho preparate altre…” Il disegnatore mostra i suoi disegni al gruppetto interessato. I tre trovano i disegni molto belli e fanno i complimenti al disegnatore. Il disegnatore: “Molte grazie! Per disegnare così, bisogna immergersi nell’atmosfera dei luoghi, lasciare che i luoghi stessi si mostrino al testimone, ed è piuttosto importante essere soli…” Romeo: “Capisco! Senza distrazioni si percepisce meglio l’autenticità di un luogo, vero?” Il disegnatore: “Certo! È così…ma io sono fortunato, non sono proprio solo. La mia compagna mi aspetta in paese. Viaggiamo in due!” Orazio: “Ah, come noi dunque…” sorridendo. Il dromedario (correggendolo con tono di rimprovero) :”Ma senti, senti, ah, in due? Allora potete scendere dalla mia gobba fastidiosa…” Orazio (che tenta di recuperare la gaffe commessa :”Ah…ma no… certo…volevo dire…?!?) Il dromedario: “Volevi dire, due umani….certo…” Orazio: “Beh insomma, in un certo senso…” Interviene Romeo: “Quando si viaggia assieme, non bisogna fare troppe distinzioni, i viaggiatori sono tra di loro compagni…compagni di viaggio!” “Certo, hai ragione!” aggiunge il disegnatore, e nel momento in cui lo dice, si percepisce un suono cupo, inquietante, che non si capisce bene da dove provenga, ma dopo qualche istante, la sabbia vicino al gruppo comincia a tremare e a poco a poco sembra che un’onda sotterranea stia rialzando una parte del deserto. Dopo qualche minuto il tremolio finisce e il suono scompare progressivamente. I tre uomini si guardano tra loro e Orazio si rivolge al dromedario: “E questo, cos’era?” Il dromedario, laconico: “Da quando sono in vita, non ho mai assistito a qualcosa del genere…” Il disegnatore propone al gruppo di seguirlo in paese per verificare se anche dall’interno della cittadella si sia percepito il fenomeno.
Una volta giunti all’alloggio della compagna del disegnatore e fatte velocemente le presentazioni, la donna sembra completamente all’oscuro dello strano fenomeno a cui hanno assistito i quattro e asserisce che in città tutto è tranquillo. Romeo guarda Orazio e gli indica che ora è meglio riprendere il cammino.
La donna del disegnatore propone loro di passare la serata insieme e di mangiare in un ristorante del luogo.
Orazio è lusingato e vorrebbe rimanere, ma Romeo è determinato a proseguire e con uno sguardo imperturbabile si rivolge al dromedario e gli chiede di riprendere il cammino.
I tre escono da una porta della cittadella e si inoltrano ancora nel deserto.