Ritorno da Big Bounce_parte 04

Orazio suggerisce di seguire una pista che inizia con un tunnel, in fondo al quale si intravede una luce pulsante.
Romeo è ancora assorbito dai suoi pensieri.
Orazio, che conosce bene questi momenti di sospensione della coscienza dell’amico, insiste di avanzare.

I due si inoltrano nel tunnel.
Appena hanno messo i piedi all’interno della galleria, l’apertura dalla quale sono entrati muta, e si trasforma in una serie di stalattiti e stalagmiti che per la loro densità, impediscono qualsiasi ritorno al punto precedente.
I due avanzano un po’ spaventati verso la luce in fondo al tunnel, solo che, in modo irrealistico, il tunnel sembra non finire mai, e la luce sembra essere sempre alla stessa distanza e con lo stesso ritmo pulsante.
A questo punto, una volta realizzato questo impasse, i due non sanno più che cosa fare.
Orazio entra in un mutismo ostentato, mentre Romeo, improvvisamente, ha un’idea!
Ricordandosi del disegno sui mattoni esterni del pozzo, estrae dal suo zaino un astucci odi colori a cera (regalo fatto dal disegnatore incontrato precedentemente) e cerca di rifare il disegno del drago con San Giorgio sulla pietra, facendosi luce con una fiaccola.

Dopo un tempo sospeso qualcosa comincia a succedere. Pian piano arrivano delle vibrazioni tutto intorno e un suono angosciante diviene sempre più intenso.
Quando il rumore è giunto al suo culmine, la parete di roccia accanto ai due si sgretola in frantumi e dietro di essa, ammantato da una luce irreale talmente è intensa, si materializza un mostro, simile al drago di San Giorgio, ma con una serie di orpelli tecnologici e meccanici che ne hanno modificato la forma della tradizione classica e lo hanno riassemblato in un coacervo quasi incoerente di cavi, transistor, circuiti elettronici, elementi dal design ergonomico, mescolati ad altre parti decisamente più ancestrali e organiche.

I due amici sono terrorizzati e non sanno bene come possono combattere una simile creatura.
Poi Romeo comincia ad osservare certi dettagli del mostro, mentre Orazio si guarda attorno e scopre vari pezzi di oggetti qua e là, e frammenti di armi, quasi a testimoniare i resti di precedenti battaglie con altri sfidanti (di cui peraltro si percepiscono gli scheletri).
Romeo nota che la creatura ha un modo particolare di muoversi, piuttosto meccanico e crede di intravvedere in un certo meccanismo delle giunture delle ginocchia un punto debole. Chiede a Orazio di trovargli una lancia o qualcosa che somigli a una barra metallica.
Allora Orazio in un primo momento si presenta con un femore umano, ma Romeo proprio non gradisce, poi con una pompa per biciclette (e nemmeno qui…), poi con un ombrellone…
Romeo sembra preoccupato da qualcos’altro e disdegna l’oggetto trovato dall’amico, ma poi ci ripensa e se lo fa consegnare, anzi spiega a Orazio di come i due debbano cercare di avvicinarsi alle giunture del mostro e cercare di conficcare il palo laddove il meccanismo dell’articolazione sembra vacillare.
I due raggiungono pericolosamente un’altura nella roccia, avvicinandosi al mostro e dopo un paio di tentativi falliti, riescono nel loro intento.
Il palo dell’ombrellone si conficca nell’articolazione e il drago, che cede di schianto fino ad accasciarsi a terra, si sgretola in mille pezzi che si spargono attorno.
Romeo e Orazio vagano alla ricerca di tutte quelle componenti che prima costituivano la bestia tecnologica e tra di esse riportano una specie di scatola nera che desta subito la loro curiosità. In effetti, dopo un’attenta analisi dell’oggetto, i due si rendono conto che essa contiene alcune registrazioni video, che dunque si apprestano a visionare.

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