Nel frattempo Romeo sta vedendo l’immagine del suo amico che si disseta, attraverso una cornice vuota che si trova nella tenda del Tuareg. Entusiasta e incuriosito per tale magia, Romeo chiede al suo ospite del deserto di spiegargli tale prodigio e il Tuareg risponde, con un lieve sorriso, che la cornice gli è stata lasciata da una persona molto affascinante e misteriosa, mentre lo stesso Tuareg stava vivendo a Parigi. A questo punto Romeo chiede al Tuareg di voler aiutare l’amico e il Tuareg acconsente. I due escono dalla tenda e in lontananza scorgono qualcosa all’orizzonte. Cambia il punto di vista. Orazio in groppa al dromedario sta percorrendo un sentiero nel deserto, dirigendosi verso alcune tende Tuareg. Finalmente i due amici si ritrovano, abbracciandosi. Si raccontano così le rispettive avventure, sotto lo sguardo compiaciuto del Tuareg che li ascolta. Scende la notte a sottolineare una pausa. Tutto è tranquillo, o quasi… Le stelle chiare nella volta scura del cielo, la natura tace e si riposa.
La mattina seguente i due, con il cammello e il dromedario, dopo aver salutato il Tuareg, si incamminano nel deserto, fino a che giungono a una città. È una città fortificata, con le porte attorno alla cinta muraria, mediante le quali si accede al centro abitato, pagando il dazio previsto. I due giungono in una grande piazza, dove si sta tenendo un mercato e dove vari giocolieri, ammaestratori di serpenti, acrobati intrattengono il pubblico. Mentre i due amici stanno seguendo le esibizioni di un giocoliere particolarmente abile, un tale si avvicina a loro con fare circospetto. Si tratta di un venditore di ombrelli, o almeno così si presenta all’apparenza. Orazio fa immediatamente della facile ironia, affermando che non c’è certo bisogno di un ombrello nel deserto, ma il venditore guarda Orazio in modo strano e risponde: “Ah! Ma questo Lei lo afferma perché non sa andare oltre le apparenze…” E fissa Orazio negli occhi. Orazio si infastidisce e cerca di prendere le distanze, asserendo che stava solamente scherzando. Romeo osserva la scena e interviene dicendo: “Attendi un istante, Orazio. Se il signore qui presente asserisce che l’ombrello non serve solamente a ripararsi dalla pioggia, chiediamogli quali sono i suoi “poteri” nascosti (e pronunciando la parola “poteri”, commenta con un atteggiamento del corpo e un’alzata di sopracciglia)”. Il tizio fissa Romeo: “Ecco, vede (rivolgendosi a Orazio) il signore si è avvicinato al punto, anche se ha citato in modo grossolano e inesatto le parole che io ho pronunciato poc’anzi.” Romeo guarda il tizio senza proferire parola, con espressione neutra.
Pausa.
Nel frattempo la danza degli acrobati continua. Il venditore riprende, dopo aver alzato gli occhi al cielo: “Il fatto è che in quanto visitatori, signori, voi non potete comprendere il valore primariamente locale di questo oggetto.” Per un attimo osserva i vari ombrelli con i quali si è presentato. Riprende: “ È da tempo immemore che in questi luoghi ci si serve di questo oggetto contro il vento di sabbia, tanto per cominciare. Voi certo non ne siete a conoscenza, pur avendo beninteso l’aria di persone a modo. Sarete senz’altro al corrente di moltissime informazioni e pratiche che il sottoscritto ignora senza dubbio, ma certo, signori, tutto ciò che potete sapere, riguarda il vostro ambiente, la vostra cultura, insomma il vostro mondo…mentre qui, vi trovate in un altro mondo e certo non potete avere un tale grado di conoscenza…” Riprende il filo del discorso, lasciato in sospeso: “Dicevo che in questo paese ci sono periodi nei quali soffia un vento talmente gravido di calore, che bisogna proteggersi, signori…in altri momenti la sabbia si sposta a sferzate a causa del vento, e non è molto gradevole per gli occhi, ma nemmeno per il viso e tutta la vostra figura, essere aggrediti in modo così secco e violento da queste fenomenali forze della natura…Inoltre, bisogna considerare la questione evocandone l’assenza. Certo, vedo il vostro sguardo perplesso, signori…l’assenza di un oggetto così prezioso, come quello che sto per proporvi, nel caso molto probabile di un’escursione nel deserto, sarebbe causa indubbiamente di insolazioni, di danni ai vostri tessuti epidermici, e certo non vorrete essere costretti a soffrire le pene dell’inferno e a invocare il vostro Dio chiedendogli di alleviare i vostri dolori, in caso di tale malaugurato oblio… E poi, e poi, e poi, a parte tutto ciò che vi ho presentato con tanta competenza e professionalità lorsignori, mi permetto di ricordare loro che questo oggetto semplice all’apparenza e povero, possiede alcuni poteri magici!”