Ritorno da Big Bounce_parte 11

Romeo interviene, con l’aria attenta, ma non tradendo la sua malafede. Dice con un po’ di ironia: “Interessante, signore!” “E per l’esattezza, potrebbe essere più preciso? In cosa consistono, esattamente, questi poteri magici di tale, pregevole, oggetto?”

Il venditore: “Ebbene signori, questo ombrello non solo vi proteggerà dai fenomeni naturali, come la pioggia, il vento o la sabbia, come d’altra parte vi ho poc’anzi indicato con competenza e insospettata precisione, ma vi proteggerà anche dai fenomeni soprannaturali, sapendo tenervi lontano dai pericoli che vi possono derivare dall’eventuale incontro di individui malintenzionati…”

Orazio: “Ah beh, questa poi…”

Il venditore: “Ah, ma vedo che qui si diffida…eh sì, proprio così, si diffida…allora, per mostrare a lorsignori l’attendibilità di ciò che ho poc’anzi affermato, posso proporre loro qui, seduta stante una prova assolutamente tangibile di quella particolarissima proprietà che possiede tale oggetto!”

Romeo: “Bene! Siamo pronti a verificarne l’attendibilità, signore…”

Il venditore, a questo punto, apre uno degli ombrelli che ha a disposizione e puntandolo prima verso il sole e quindi verso Romeo e Orazio, propone loro di afferrarne il manico e di fare la stessa cosa nei confronti del venditore. Così i due adempiono alla richiesta del venditore e puntano l’ombrello verso di lui. E lui….

Scompare!

Non c’è più traccia di lui da nessuna parte… Sparito!

Allora Romeo si arresta un po’ a meditare e improvvisamente, quasi agitato, sembra ricordarsi di qualcosa e cerca il portafoglio. Lo apre e si accorge che tutti i contanti salvo pochi spiccioli sono spariti! Interdetto, fissa Orazio, che non comprende. Orazio: “Beh, allora…Perché mi guardi in quel modo?” Romeo: “Mi ha fregato i soldi…quel perverso e sfuggevole individuo mi ha fregato i soldi…guarda!” E mostra a Orazio il portafoglio quasi vuoto. Orazio (con aria rassegnata): “Beh, almeno, ti ha lasciato qualcosina…” Romeo: “See, see…”

I due, con l’ombrello aperto, stanno camminando sotto un sole rovente. Accanto a loro, il cammello e il dromedario. Orazio (incredulo): “…Ma come ha fatto?” Romeo: “Vedi, caro amico…ognuno ha i suoi trucchi per sopravvivere a questo mondo…e non è facile a volte individuarli, talmente sono nascosti, o comunque ben mascherati…Questa vicenda della quale sono stato vittima, mi fa riflettere invece su cosa sia l’errore…Ci hai mai pensato fino in fondo, Orazio?” Orazio: “L’errore? L’errore umano, intendi dire?” Romeo: “Sì, l’errore umano.” Orazio: “…Mah? So solo che tutti noi facciamo degli errori…” Romeo: “Esatto! Questa è una delle poche certezze…Chiunque di noi, prima o poi, fa degli errori (rapito, con l’aria sospesa…) ma quello che mi sorprende è che non si sa mai a che momento l’errore arriva…” Orazio: (sorpreso, con un lampo negli occhi…) “È vero! Ma sì, capisco quello che intendi, è sorprendente…” Romeo (confermando): “È sorprendente….e poi ci sono quelli che si sorprendono ogni qual volta qualcuno commette un errore…ma io mi dico…Perché sorprendersi tanto, se sappiamo, in ogni caso, che prima o poi, anche noi stessi faremo degli errori?” Orazio: “…Ma proprio perché, quando ne capita uno, finalmente, ritroviamo la nostra natura umana…” Romeo: “Sì, Orazio! Ma ci sono quelli che li condannano, questi errori, come se non si dovessero mai commettere…” Orazio (un po’ sbigottito): “Eh sì, è così…”

Resta senza parole.

Romeo: “Lasciamo la questione in sospeso…cos’è quel coso laggiù? Lo vedi anche tu?”

Orazio: “Eh sì, lo vedo anch’io…si direbbe quasi…” Interviene il cammello: “Un vecchio amico!”

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