Dopo qualche tempo la comitiva giunge presso un altro nucleo di abitazioni. Non ce ne sono molte, e tra di esse si trova una locanda dove i tre si fermano. Il dromedario può avere la sua razione d’acqua e i due amici si siedono ad un tavolo sotto una pergola e ordinano da mangiare e da bere. Dopo un po’ il dromedario si siede tra di loro e continua la discussione senza che nessuno abbia niente da ridire sul suo comportamento. Romeo e Orazio si pongono la questione del come pagare…non sanno esattamente in che paese si trovano e la loro moneta potrebbe non essere valida. Il dromedario allora si rivolge in una lingua incomprensibile a un tavolo di avventori e chiede loro come si possa risolvere l’equivoco. La tavolata è composta da alcuni ceffi veramente bizzarri! C’è di tutto, creature ibride metà animali e metà umani, ma anche umani, con vari oggetti tecnologici fusi con il loro corpo. Questa teppaglia scoppia a ridere indicando i due sprovveduti amici e uno della masnada si rivolge al dromedario dicendogli qualcosa. Il dromedario annuisce e dice a Romeo e ad Orazio che la questione è risolta, potranno mangiare tranquilli. Da mangiare ce n’è davvero molto, tutte le specialità del luogo sembrano essere bizzarramente concentrate sul tavolo della nostra compagnia. Romeo comincia ad avvertire qualche sospetto ed esita a continuare, ma spinto dall’entusiasmo di Orazio e dalla benevolenza del dromedario, si lascia trasportare. Anche la sfilata di bevande che accompagna il cibo non è da meno e alla fine della consumazione i tre amici giacciono piegati accanto al tavolo. A questo punto è però il dromedario che comincia a fare loro uno strano discorso sulle tradizioni del luogo. Asserisce infatti che i locali amano mostrare le loro capacità culinarie intrattenendo i visitatori in cambio di un servizio da parte loro. Orazio evoca spaventato la possibilità di dover lavare tutte le stoviglie sporche del loro tavolo, ma il dromedario smentisce. Allora Orazio rilancia dicendo che devono lavare anche le stoviglie degli altri avventori, ma il dromedario smentisce ancora. Romeo e Orazio sono sbigottiti. Il dromedario, con fare misterioso, li invita a seguirlo. Alcuni avventori del ristorante formano una sorta di comitato d’accompagnamento e discretamente (questa volta, il che rende i due viaggiatori un po’ inquieti…) li seguono a distanza. Il dromedario li accompagna in una zona un po’ decentrata del ristorante, quasi in pieno deserto. Si scorge una zona delimitata da una recinzione di protezione, e all’interno di essa, un pozzo. Si tratta di un pozzo dall’aria dismessa, ma più si avvicinano, più i due scorgono qualche strano disegno su qualche mattone del pozzo…disegni, di un mostro, ovvero di un mostro a più forme… Romeo guarda verso il cielo e proprio da lì, gli appare un’indicazione, che gli indica la strada da seguire. I disegni dei mattoni, infatti si animano e salgono in cielo, come in uno schermo gigante, davanti agli occhi degli astanti. La scena rappresentata consiste nel combattimento tra San Giorgio e il dragone e alla fine della rappresentazione i disegni si trasformano in alcuni fasci di luce che si inabissano all’interno del pozzo. A questo punto è chiaro che Romeo e Orazio sono invitati a scendere nel pozzo per combattere il mostro che terrorizza la popolazione locale e che vive nelle viscere della terra (forse lo stesso che aveva provocato precedentemente i movimenti del sottosuolo a cui avevano assistito i due?) I due amici scendono nel pozzo mediante un sistema di carrucole già approntato precedentemente. Dopo un primo tratto piuttosto regolare, i due arrivano a una sorta di snodo. Il sistema a corde e carrucole si ferma e i due scendono a esplorare il luogo. Guardando in alto, Romeo non scorge quella che dovrebbe essere la luce proveniente dal cerchio del pozzo, ma piuttosto una serie di punti luce pulsanti che fanno pensare a migliaia di stelle. Un po’ alla volta i due esploratori scorgono un mondo fatto di percorsi che si biforcano in mille direzioni, con tunnel che impediscono di vedere la prosecuzione delle strade e qualche strano veicolo abbandonato ai bordi degli percorsi. Sopra le loro teste, come detto, un cielo stellato che si rischiara sempre di più, fino a consentire loro di percepire un territorio molto esteso in ogni direzione, con colline, rialzi, ponti e voragini profonde. A questo punto, dopo la meraviglia dei due esploratori, succede una cosa ancora più strana. A lato dei due, proiettata su una parete di roccia, si vede la piazza della loro città, dove si erano incontrati prima del viaggio. Poi, nell’immagine entrano due personaggi….si tratta proprio di loro due, i quali rivivono come se fossero al cinema, la scena vissuta al tavolino del bar, ma da un punto di vista esterno. I due si guardano inquieti, poi nell’immagine proiettata il personaggio di Romeo viene incoerentemente raggiunto da una sorta di medium vestita co abiti a colori pastello e con un cappello talmente grande, che le nasconde gli occhi. La donna si rivolge a lui mentre è al tavolino con Orazio e gli dice: “Lo so, io lo so chi sei tu…tu sei colui che non si è mai tinto i capelli di un altro colore, tu sei colui che non ha mai fatto uso di piercing, né si fatto tatuare, tu sei colui che non ha mai guardato una serie su Netflix e che non si è mai messo l’orecchino. Tu sei colui che non si è mai comprato le scarpe di moda perché troppo costose e non abbastanza solide, colui che non parte in visita di una città con un viaggio in aereo nel fine settimana, colui che crede ancora nell’amore romantico, anche se sai che nel tuo mondo esso non ha più alcun posto se non nella finzione, tu sei qualcuno di autentico, Romeo, e il tuo nome lo conferma, ma stai attento, Romeo, stai attento ai falsi venditori di ombrelli!” Poi la strana creatura apre una porta inesistente accanto al tavolino del bar, e scompare. Scompare anche la proiezione sulla parete di roccia, e Romeo e Orazio si ritrovano nel fondo del pozzo, assorbiti nel tentativo di cercare di capire cosa volesse dire la strana creatura, e come continuare il loro percorso nel mondo sotterraneo nel quale si trovano.